Lug 16 2012

Poco o niente. Eravamo poveri. Torneremo poveri


Pansa torna nuovamente a parlare di storia, quella, però, dei suoi antenati.

Ripercorrre la storia dalla metà dell'800 mostrando uno spaccato di Italia fatta di persone che vivono(?) di stenti e che, tra mille difficoltà, portano avanti una famiglia pur non avendo nulla se non le proprie braccia per lavorare.

Interessante il raffronto che (per lo meno nel titolo) si fa con i tempi odierni di consumismo che, nonostante la crisi, si perpetua.

Sì, perché, purtroppo, siamo abituati a spendere e sprecare anche e soprattutto per le cazzate avendo perso di vista quelli che sono, in definitiva, i beni e le necessità primarie e cioè il poter, quanto meno, sopravvivere.

Certo, Pansa si poteva sprecare un attimino di più con il ricollegare il suo racconto con l'odierno e, magari, fornire anche qualche indicazione sul come "sopravvivere" quando torneremo effettivamente poveri.
Ma tant'è che il tutto è lasciato all'immaginazione ed interpretazione del lettore.

Nonostante ciò, è una lettura interessante per capire come andremmo a finire tra qualche tempo...purtroppo!

Il libro su IBS:
Poco o niente. Eravamo poveri. Torneremo poveri


Apr 29 2009

I tre inverni della paura

Ebbene sì, mi diletto anche a leggere questi libri, come dire, un pò "scomodi" per alcune persone 😀

Il romanzo narra di una certa Nora Conforti che attraversa il periodo appena antecedente l'inizio della seconda Guerra Mondiale fino alla conclusione della stessa ed alla "liberazione" dell'Italia dal Regime.

Il Pansa mescola, a mio avviso sapientemente (anche se a volte in modo un pò eccessivo), fatti realmente accaduti in quegli anni con la fantasia della narrazione riportando alla luce del lettore uno spaccato, quanto meno vero-simile, delle condizioni di vita di una parte del Popolo italiano di quegli anni: la piccola e media borghesia.

Già, perché in molti dimenticano che, allora, c'erano anche questi e che la guerra (e tutte le conseguenze) c'è stata anche per loro.
La narrazione si conclude in modo un pò tragico anche se, a post-lettura, abbastanza prevedibile.

Il libro su IBS:
I tre inverni della paura