Lug 30 2012

Steve Jobs


Con la morte di Steve Jobs avvenuta il 05/10/2011 sono usciti diversi testi biografici ma, questo in particolare, è quello c.d. "ufficiale" che, a detta dell'autore, non ha subito revisioni da parte di Jobs stesso.

Un testo spesso crudo, che mette in mostra quel Jobs folle e fuori dagli schemi comuni ma, al tempo stesso, fragile emotivamente e, alla fine, anche nel corpo.

Redatto con interviste ad amici, nemici, parenti e colleghi ed infine corredato di alcune foto che ritraggono Jobs stesso negli anni, offre uno spaccato dell'era moderna fatta di innovazione e pazzia ma che, tuttavia, lascia l'amaro in bocca in merito alla identificazione di un Jobs-successore.

Il libro su IBS:
Steve Jobs


Lug 16 2012

Poco o niente. Eravamo poveri. Torneremo poveri


Pansa torna nuovamente a parlare di storia, quella, però, dei suoi antenati.

Ripercorrre la storia dalla metà dell'800 mostrando uno spaccato di Italia fatta di persone che vivono(?) di stenti e che, tra mille difficoltà, portano avanti una famiglia pur non avendo nulla se non le proprie braccia per lavorare.

Interessante il raffronto che (per lo meno nel titolo) si fa con i tempi odierni di consumismo che, nonostante la crisi, si perpetua.

Sì, perché, purtroppo, siamo abituati a spendere e sprecare anche e soprattutto per le cazzate avendo perso di vista quelli che sono, in definitiva, i beni e le necessità primarie e cioè il poter, quanto meno, sopravvivere.

Certo, Pansa si poteva sprecare un attimino di più con il ricollegare il suo racconto con l'odierno e, magari, fornire anche qualche indicazione sul come "sopravvivere" quando torneremo effettivamente poveri.
Ma tant'è che il tutto è lasciato all'immaginazione ed interpretazione del lettore.

Nonostante ciò, è una lettura interessante per capire come andremmo a finire tra qualche tempo...purtroppo!

Il libro su IBS:
Poco o niente. Eravamo poveri. Torneremo poveri


Lug 2 2012

101 motivi per non vivere in Italia

Daniele Poto - 101 motivi per non vivere in Italia
Dopo aver letto Nessuna pietà per i vinti, nei giorni scorsi sono stato contattato dall'Autore per propormi la lettura della sua ultima fatica: 101 motivi per non vivere in Italia.

Il nuovo libro che, come il precedente (credo), non è disponibile in libreria stante la mancanza del codice isbn, prende spunto dalle vicessitudini italiane sia conosciute al largo pubblico che personali dell'autore per spingere il lettore a riflettere non tanto, come lascerebbe intendere il titolo, a lasciare l'Italia, ma a cercare di risolvere i problemi che esistono.
Perché scappare è sempre la strada più semplice mentre indignarsi (per non dire incazzarsi!) e poi rimboccarsi le maniche è la migliore cura per quello che, in definitiva, è il Nostro Paese e non delle banche e/o di altre entità sovranazionali.

Certo, qualche appunto si potrebbe fare su alcuni errori ortografici, sull'opportunità, a mio modesto parere, di indicare il titolo del capitolo anche all'inizio dello stesso e non solo sull'indice presente alla fine del libro evitando così di dover perdere l'attenzione per sfogliarlo.

Il prezzo di copertina è di € 9,00.