John Fante: Uno scrittore che arriva al cuore

Quest'oggi non voglio parlarvi di un libro in particolare bensì di un'esperienza che ho vissuto ieri.

Ero in quel luogo dell'Università degli Studi di Teramo a fare assistenza ad una conferenza di (un certo) Vinicio Capossela cantautore italiano che personalmente avevo solo sentito nominare e che si apprestava a tenere una conferenza su un certo John Fante: un autore che, seppur Abbruzzese (con due b e la A maiuscola) mi era del tutto sconosciuto.
La conferenza, essendo stata coordinata da un giornalista de il Centro, Paolo Di Vincenzo, che è anche il webmaster/autore del sito www.john-fante.com, ha dato quel "qualcosa in più" alle argomentazioni trattate in quanto gestite da una persona che, sull'Autore in questione, ne sa di cose!

Sorvoliamo sul personaggio Capossela che, per come l'ho visto io, mi è sembrato un misto tra un il Che, l'altro barbuto di Fidel Castro e un "pazzo scatenato" (quest'ultimo nel senso buono) e andiamo diretti al personaggio John Fante.

John Thomas Fante è figlio di emigranti Italiani nato e vissuto negli USA dal 1909 al 1983 dove ha, quindi, vissuto buona parte della storie infinite delle guerre americane.

Ha scritto diversi libri che solo negli ultimi decenni sono stati tradotti e resi disponibili anche in Italia cosa, a mio avviso (ma non solo), sbagliata in quanto è stato un grande scrittore del secolo scorso a cui non è stata data debita considerazione in Italia.

Durante la conferenza sono stati letti alcuni brani delle sue opere che, veramente, toccano il cuore e vanno anche oltre, penetrano nelle ossa lasciandoti quell'emozione di racconti di vita che, nonostante si riferiscano a quasi un secolo fa, sono tutt'ora attuali e fanno riflettere profondamente alla vita che tutti i giorni viviamo e che, a volte, lasciamo scorrere dando senso solo alle cose futili e non a quelle necessarie.
Non vogliono essere parole retoriche ma solo pensieri che devono spingere a riflettere.

Personalmente quanto prima provvederò a procurarmi le sue opere ed a dargli fondo e riportarne i pensieri su queste pagine.

Ritengo doveroso ringraziare Vinicio Capossela, Paolo Di Vincenzo e tutte le persone che hanno contribuito all'evento (me compreso ;-) ) per avermi fatto conoscere un Autore (tra l'altro Abbruzzese come come) sconosciuto ai più.

@UPDATE: Paolo Di Vincenzo mi ha fatto notare una cosa che ritengo doverosa riportare.
Sul sito dedicato a John Fante è presente anche una sezione dedicata al figlio Dan Fante di cui, purtroppo, sono di difficile reperibilità le opere tradotte in italiano.
Infine, mi ha riportato il suo personalissimo ordine di preferenza nella lettura degli scritti di Fante che, quasi sicuramente, seguirò :-D

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7 Responses to “John Fante: Uno scrittore che arriva al cuore”

  • joyce Says:

    Avrei tanto voluto assistere a questo evento meravigliosamente pazzesco , c’era una concentrazione della storia fantiana inimmaginabile,ovvero due delle persone che più in Italia negli ultimi anni hanno contribuito a diffondere l’opera di questo straordinario e indefinibile autore,il buon vecchio John..Capossela è ormai considerato a buon motivo uno dei cantautori più geniali degli ultimi venti anni..insomma,mancava solo Sandro Veronesi..spero che anche il resto degli studenti abbia saputo apprezzare un incontro che molti invidiano..

    • MadHD Says:

      Devo dirti che di studenti non ce n’erano tantissimi, soprattutto quelli dell’Università.
      Purtroppo era periodo di esami e quindi non seguono molto la “vita” dell’Ateneo in quei periodi.
      Per il resto, ho notato molto interessamento.

  • joyce Says:

    ho dimenticato che mi piacerebbe conoscere l’ordine suggerito da Di Vincenzo..se posso strapparti questo segreto..

    • MadHD Says:

      Certo, non vedo problemi :-)
      Ti riporto quello che mi ha scritto:

      Credo che i più belli siano, nel mio personalissimo ordine: 1933, Un anno terribile, La confraternita dell’uva, Sogni di Bunker Hill, A ovest di Roma e poi via via tutti gli altri.

  • joyce Says:

    come immaginavo ha sovvertito l’ordine “standard” che da ask the dust come capolavoro,e poi wait until spring etc…
    ti ringrazio,spero di leggere al piu presto su queste pagine le tue impressioni su questi magnifici romanzi..

  • teleskopy astronomiczne Says:

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