Un Natale in lutto
Purtroppo è così.
Per molti è un giorno di festa e delizia, di mangereccio a non finire e di scambio (forzato) di regali. Ma per (spero pochi) altri sono giorni tristi e cupi.
Sono quei giorni in cui il tuo cuore è nero, di un nero pece, ed hai quella sensazione di svuotamento delle ossa, di abbandono.
Purtroppo ieri ho perso una persona cara. Anche se era rimasta solo una questione di tempo prima che accadesse.
Però, non sempre si riesce a farsene una ragione. Soprattutto per le persone più care.
Pensi che la persona che se ne è andata credeva in qualcosa, in quel qualcosa che le religioni insegnano (o impongono) ai loro credenti forse per farle sentire più serene in quei momenti: C'è chi crede nella risurrezione con Dio, chi nella resurrezione in un paradiso con premi in "carne" e chi nella reincarnazione.
Poi, però, ti assale la ragione.
Quella forma di pensiero che ti dice che il mondo va avanti lo stesso senza di te e che quello che dovevi fare, lo dovevi fare prima di morire.
Pensi ai famigliari rimasti, al loro dolore e, soprattutto, a tutto quello che puoi fare per loro. Prima fra tutti evitare di sparare frasi del tipo: ti capisco!
Mi sono sempre domandato come cazzo gli viene in mente alla gente di dire "ti capisco"!?
Perché nessuno può capire il dolore di un'altra persona anche se è passata in una situazione simile!
Molti mi chiedono: "Perché sei così duro, lasciati andare".
Io sono così, non so perché, ma lo sono.
Forse perché il mondo che ti circonda ti porta a guarda la morte con un punto di vista distorto, forse perché non credi che ci sarà nulla dopo la morte o, forse, perché quando la morte la guardi in faccia, impari a rispettarla per quella che è: una fase della vita di tutti gli esseri veventi.

dicembre 25th, 2007 at 20:24
Mi spiace molto e ti faccio le mie più sentite condoglianze.
Paolo.
dicembre 26th, 2007 at 09:32
Ti ringrazio